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I batteri intestinali benefici migliorano il successo dell'immunoterapia contro il cancro nei pazienti con tumore al fegato

Il batterio *Lactobacillus johnsonii* potenzia la risposta immunitaria e previene la recidiva del cancro al fegato se combinato con l'immunoterapia.

domenica 29 marzo 2026 0 visualizzazioni
Pubblicato in Cancer research
Scientific visualization: Beneficial Gut Bacteria Boosts Cancer Immunotherapy Success in Liver Cancer Patients

Riepilogo

I ricercatori hanno scoperto che i pazienti affetti da cancro al fegato con livelli più elevati del batterio *Lactobacillus johnsonii* nei loro tumori avevano una minore probabilità di recidiva dopo l'intervento chirurgico. Questo batterio benefico produce acido nicotinico, che attiva cellule immunitarie specializzate chiamate cellule T CD8+, deputate a combattere il cancro. In combinazione con i farmaci di immunoterapia anti-PD-1, *L. johnsonii* ha migliorato significativamente i risultati del trattamento sia nei modelli murini che negli studi sui pazienti. In sostanza, il batterio prepara il sistema immunitario a riconoscere e attaccare più efficacemente le cellule tumorali, potenziando al contempo l'efficacia dell'immunoterapia.

Riepilogo Dettagliato

Questo studio rivoluzionario rivela come uno specifico batterio intestinale potrebbe trasformare il trattamento del cancro al fegato e la prevenzione delle recidive. Il carcinoma epatocellulare colpisce oltre 800.000 persone in tutto il mondo ogni anno, con alti tassi di recidiva anche dopo un intervento chirurgico riuscito.

I ricercatori hanno analizzato campioni tumorali di pazienti affetti da cancro al fegato, confrontando coloro che hanno manifestato una recidiva precoce con quelli rimasti liberi dalla malattia. Hanno scoperto che i pazienti con livelli più elevati del batterio Lactobacillus johnsonii nei loro tumori presentavano risultati significativamente migliori e una sopravvivenza libera da malattia più lunga.

Utilizzando il sequenziamento avanzato dell'RNA a singola cellula e modelli murini, gli scienziati hanno scoperto che L. johnsonii produce acido nicotinico, un metabolita che attiva le cellule T CD8+ — le principali cellule del sistema immunitario deputate alla lotta contro il cancro. Queste cellule T attivate producono maggiori quantità di interferone-gamma ed esprimono i recettori PD-1, rendendole altamente responsive ai farmaci immunoterapici. Il batterio agisce attraverso la via NF-κB, riprogrammando di fatto il microambiente immunitario del tumore.

Quando i ricercatori hanno combinato L. johnsonii o l'acido nicotinico con l'immunoterapia anti-PD-1 nei topi, la crescita tumorale è risultata drasticamente soppressa rispetto a ciascun trattamento somministrato singolarmente. Questo effetto sinergico suggerisce che la supplementazione con probiotici potrebbe potenziare significativamente i trattamenti oncologici attuali.

In ottica di longevità e ottimizzazione della salute, questa ricerca sottolinea il ruolo cruciale dei batteri benefici nella prevenzione e nel trattamento del cancro. Suggerisce che mantenere una sana diversità del microbiota intestinale, in particolare delle specie Lactobacillus, possa offrire benefici protettivi contro lo sviluppo e la recidiva del cancro. Tuttavia, prima di poter formulare raccomandazioni specifiche sugli integratori probiotici per i pazienti oncologici, sono necessari studi clinici sull'essere umano.

Risultati Principali

  • Lactobacillus johnsonii in tumors predicts better survival and reduced cancer recurrence
  • Nicotinic acid from L. johnsonii activates cancer-fighting CD8+ T cells
  • Combining L. johnsonii with immunotherapy drugs dramatically improves treatment outcomes
  • Higher tumor Lactobacillus levels correlate with stronger immune responses
  • Probiotic bacteria reshape tumor environment to enhance immunotherapy effectiveness

Metodologia

I ricercatori hanno analizzato il microbiota tumorale di pazienti affetti da cancro al fegato, eseguito il sequenziamento dell'RNA a singola cellula delle cellule immunitarie e testato trattamenti in modelli murini immunocompetenti e umanizzati. Lo studio ha incluso sia un'analisi osservazionale dei dati dei pazienti sia esperimenti animali controllati con studi di deplezione delle cellule T CD8+.

Limitazioni dello Studio

Lo studio è stato condotto principalmente su modelli murini, con dati limitati provenienti da pazienti umani. La sicurezza a lungo termine e il dosaggio ottimale della supplementazione con L. johnsonii nei pazienti oncologici rimangono sconosciuti. I risultati potrebbero non essere generalizzabili ad altri tipi di tumore al di là del carcinoma epatocellulare.

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