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L'accelerazione dell'età biologica aumenta drasticamente il rischio di ictus al di là dell'età cronologica

Un ampio studio britannico rivela che l'invecchiamento biologico accelerato aumenta il rischio di ictus del 28%, con fattori genetici che amplificano significativamente l'effetto.

martedì 31 marzo 2026 0 visualizzazioni
Pubblicato in Aging Cell
Split-screen showing DNA double helix aging rapidly on left, healthy brain blood vessels on right, with clock overlay showing biological vs chronological time

Riepilogo

Questo importante studio della UK Biobank su 253.932 partecipanti, seguiti per 13,6 anni, rivela che l'accelerazione dell'età biologica — quando il corpo invecchia più rapidamente dell'età cronologica — aumenta significativamente il rischio di ictus. Utilizzando due misure validate dell'invecchiamento, i ricercatori hanno riscontrato che ogni aumento di una deviazione standard nell'accelerazione dell'età biologica incrementa il rischio complessivo di ictus del 22-28%. L'effetto è risultato più marcato per l'ictus ischemico, ma ha aumentato anche il rischio di ictus emorragico. È importante sottolineare che le persone con un alto rischio genetico di ictus e un invecchiamento biologico accelerato presentavano un rischio di ictus più che doppio rispetto a quelle con basso rischio genetico e invecchiamento biologico normale. I comportamenti salutari hanno mediato parzialmente questa relazione, suggerendo che gli interventi sullo stile di vita potrebbero contribuire a contrastare gli effetti dell'invecchiamento accelerato.

Riepilogo Dettagliato

Questa ricerca innovativa colma una lacuna critica nella comprensione di come l'invecchiamento biologico—distinto dall'età anagrafica—influenzi il rischio di ictus, una delle principali cause di morte e disabilità nel mondo.

I ricercatori hanno analizzato 253.932 partecipanti dello UK Biobank nell'arco di 13,6 anni, utilizzando due misure validate dell'età biologica: il Klemera-Doubal Method e PhenoAge. Hanno calcolato l'accelerazione dell'età biologica confrontando l'età biologica dei partecipanti con la loro età anagrafica, valutando al contempo il rischio genetico di ictus attraverso 87 varianti genetiche e punteggi relativi ai comportamenti salutari.

I risultati sono stati sorprendenti: ogni aumento di una deviazione standard nell'accelerazione dell'età biologica ha incrementato il rischio di ictus del 22-28%, con gli effetti più marcati sull'ictus ischemico (aumento del rischio del 26-32%). Anche gli ictus emorragici hanno mostrato un aumento del rischio dell'8-15%. L'aspetto più preoccupante è che i partecipanti con alto rischio genetico e invecchiamento biologico accelerato hanno affrontato un rischio di ictus 2,03-2,19 volte superiore rispetto a coloro con basso rischio genetico e invecchiamento biologico nella norma.

In modo determinante, lo studio ha rilevato che i comportamenti salutari—tra cui dieta, attività fisica, sonno e astensione dal tabacco—hanno mediato il 16-33% della relazione tra accelerazione dell'età biologica e rischio di ictus. Ciò suggerisce che gli interventi sullo stile di vita potrebbero compensare parzialmente gli effetti dell'invecchiamento accelerato.

Questi risultati hanno profonde implicazioni per la prevenzione dell'ictus, indicando che i marcatori dell'età biologica potrebbero identificare gli individui ad alto rischio prima rispetto ai soli fattori di rischio tradizionali. Tuttavia, lo studio era osservazionale e limitato a popolazioni prevalentemente europee, rendendo necessaria una validazione in gruppi più diversificati prima di un'applicazione clinica.

Risultati Principali

  • Biological age acceleration increased stroke risk by 22-28% per standard deviation increase
  • High genetic risk plus accelerated aging doubled stroke risk compared to low-risk individuals
  • Healthy behaviors mediated 16-33% of the biological aging-stroke relationship
  • Effects were strongest for ischemic stroke but affected all stroke subtypes
  • Additive interaction found between genetic risk and biological age acceleration

Metodologia

Studio di coorte prospettico su 253.932 partecipanti al UK Biobank, seguiti per una mediana di 13,6 anni. Sono state utilizzate due misure validate dell'età biologica (KDM e PhenoAge), con l'accelerazione calcolata regressando l'età biologica sull'età cronologica. I punteggi di rischio poligenico sono stati derivati da 87 loci genetici.

Limitazioni dello Studio

Il disegno osservazionale dello studio limita l'inferenza causale. La popolazione prevalentemente di ascendenza europea potrebbe limitare la generalizzabilità dei risultati. Le misure dell'età biologica, sebbene validate, potrebbero non cogliere tutti gli aspetti della biologia dell'invecchiamento.

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