Longevity & AgingArticolo di ricercaAccesso aperto

L'ergotioneina dei funghi potrebbe proteggere il cervello dal morbo di Parkinson

Una revisione sistematica rileva che questo composto naturale di origine fungina attraversa la barriera emato-encefalica, si accumula nei tessuti e agisce su molteplici vie patogenetiche del morbo di Parkinson.

sabato 9 maggio 2026 15 visualizzazioni
Pubblicato in Antioxidants (Basel)
Close-up of fresh lion's mane and oyster mushrooms beside a glowing synapse network in a midbrain cross-section, warm amber lab light

Riepilogo

L'ergotioneina (ET), un composto tiolo/tione presente in abbondanza nei funghi, si sta affermando come un nutraceutico neuroprotettivo potente contro il morbo di Parkinson (PD). A differenza della maggior parte degli antiossidanti, l'ET vanta un'emivita di circa 1 mese nel corpo umano, attraversa la barriera emato-encefalica tramite un trasportatore dedicato (OCTN1) e si accumula preferenzialmente nelle regioni cerebrali implicate nel PD. Studi di popolazione mostrano che i pazienti affetti da PD presentano livelli sierici di ET inferiori del 45% rispetto ai controlli sani, e i dati longitudinali collegano bassi livelli di ET a un declino cognitivo accelerato. Modelli preclinici su *C. elegans*, *Drosophila*, roditori e colture neuronali umane dimostrano che l'ET riduce l'aggregazione dell'alfa-sinucleina, ripristina la funzione mitocondriale, abbassa lo stress ossidativo e sopprime la neuroinfiammazione. I primi studi clinici confermano la sicurezza dell'ET e suggeriscono una potenziale efficacia, a sostegno di ulteriori indagini come strategia disease-modifying.

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Riepilogo Dettagliato

Il morbo di Parkinson (PD) colpisce quasi 8 milioni di persone in tutto il mondo e rimane incurabile, con i trattamenti esistenti che offrono solo un sollievo sintomatico. Questa urgenza ha intensificato l'interesse per i nutraceutici neuroprotettivi—composti naturali che potrebbero rallentare o prevenire la neurodegenerazione. Questa revisione, redatta da ricercatori della Nanyang Technological University e della National University of Singapore, presenta argomentazioni dettagliate a favore dell'ergotioneina (ET) come candidato di straordinaria promessa.

L'ET è un derivato tiolo/tione dell'istidina di origine naturale, prodotto per via biosintetica esclusivamente da funghi e da alcuni batteri selezionati. L'apporto alimentare è dominato dai funghi—in particolare dalle varietà lion's mane, oyster, cordyceps e shimeji—sebbene quantità minime siano presenti nell'aglio, negli asparagi, nel tempeh e nei latticini. L'ET viene assorbita dall'organismo tramite OCTN1 (codificato da SLC22A4), un trasportatore espresso in modo diffuso nei tessuti umani, con un'espressione particolarmente elevata nel mesencefalo—una regione centrale nella patologia del PD—e negli astrociti, a livelli sette volte superiori rispetto ai neuroni. Questo sistema di trasporto dedicato favorisce un assorbimento intestinale avido, un riassorbimento renale attivo e un'accumulo nei tessuti, compreso il cervello, conferendo all'ET un'emivita di circa un mese—di gran lunga superiore alla maggior parte degli integratori, che vengono eliminati nell'arco di ore o giorni.

I dati sulla biodisponibilità nell'essere umano sono convincenti: un'integrazione giornaliera di 25 mg di ET per 7–28 giorni ha aumentato l'ET nel sangue intero di 125.000 nM, con meno del 4% escreto nelle urine. In soggetti con deterioramento cognitivo lieve (MCI), un anno di integrazione con ET ha prodotto un incremento di circa 8 volte dell'ET plasmatica. I dati sugli animali confermano questi risultati: i Drosophila supplementati con ET hanno mostrato aumenti di ET nel cervello e nel corpo da 10 a 40 volte, mentre i topi hanno mostrato un incremento di circa 3 volte nel cervello entro il 28° giorno.

Le evidenze epidemiologiche collegano la deplezione di ET al rischio neurologico. I pazienti con PD mostrano livelli sierici di ET circa il 45% inferiori rispetto ai controlli della stessa età. Negli individui cognitivamente sani, livelli basali più bassi di ET predicono un declino accelerato nelle funzioni di memoria, attenzione, linguaggio e funzione esecutiva. Un'analisi multi-omics della coorte dell'Alzheimer's Disease Neuroimaging Initiative ha rilevato che bassi livelli di ET nei pazienti con MCI erano associati a un tasso di progressione verso l'AD del 12% più elevato nell'arco di due anni. Bassi livelli di ET correlano anche con malattie cardiovascolari, degenerazione maculare e fragilità, suggerendo una rilevanza fisiologica sistemica.

Dal punto di vista meccanicistico, l'ET sembra agire attraverso molteplici vie complementari in modelli preclinici di PD che includono C. elegans, Drosophila, modelli murini e colture neuronali umane. Queste comprendono: riduzione dell'aggregazione dell'alfa-sinucleina (una patologia caratteristica del PD), ripristino del potenziale della membrana mitocondriale e dell'attività del complesso I, attenuazione delle specie reattive dell'ossigeno e del danno ossidativo al DNA, soppressione della segnalazione apoptotica e attenuazione delle cascate di citochine neuroinfiammatorie. Questo profilo multifattoriale distingue l'ET dagli antiossidanti a bersaglio singolo. Le sperimentazioni cliniche in fase iniziale hanno stabilito il profilo di sicurezza dell'ET e hanno fornito indicazioni di possibili benefici cognitivi, in particolare nelle popolazioni anziane con MCI. Gli autori chiedono l'esecuzione di studi più ampi, di maggiore durata e controllati con placebo, specificamente nelle popolazioni con PD, per stabilire l'efficacia e il dosaggio ottimale.

Risultati Principali

  • PD patients have ~45% lower serum ergothioneine levels than age-matched healthy controls.
  • ET has a ~1-month half-life in humans—far longer than most nutraceuticals—and crosses the blood–brain barrier.
  • OCTN1 transporter is highly expressed in the midbrain and astrocytes, enabling targeted ET accumulation in PD-relevant regions.
  • ET reduces alpha-synuclein aggregation, mitochondrial dysfunction, oxidative stress, and neuroinflammation across multiple pre-clinical PD models.
  • Clinical trials confirm ET safety; one-year supplementation raised plasma ET ~8-fold in MCI patients.

Metodologia

Si tratta di una revisione narrativa che sintetizza studi epidemiologici sull'uomo, analisi di coorte multi-omics e dati pre-clinici provenienti da modelli di *C. elegans*, *Drosophila*, roditori e colture neuronali umane. Una ricerca bibliografica guidata dalle linee PRISMA su PubMed (2020–2025) ha identificato 12 studi sull'ergotioneina (ET) nel contesto del Parkinson (PD) o dell'Alzheimer (AD). I dati sulla biodisponibilità sono tratti da studi clinici controllati di integrazione orale sull'uomo.

Limitazioni dello Studio

Tutti i dati di efficacia preclinica provengono da organismi modello e colture cellulari; non sono ancora disponibili studi clinici randomizzati e controllati completati su pazienti con malattia di Parkinson. Uno studio ha riportato livelli elevati di ET nel siero di pazienti con malattia di Alzheimer, in contrasto con la maggior parte delle evidenze disponibili, suggerendo che la relazione tra i livelli di ET e la neurodegenerazione possa dipendere dal contesto. Il contenuto di ET nei funghi varia sostanzialmente da un lotto all'altro, complicando le stime dell'apporto dietetico.

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