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Il batterio intestinale Akkermansia aumenta il rischio di cancro al seno nelle donne in sovrappeso in postmenopausa

Obesità e invecchiamento si combinano per aumentare un microbo intestinale all'interno del tessuto mammario, innescando stress ossidativo che favorisce la crescita tumorale.

venerdì 10 luglio 2026 0 visualizzazioni
Pubblicato in Cancer Res
A microscope slide of human breast tissue cross-section with visible bacterial colonies, illuminated under laboratory fluorescence microscopy in pink and blue stains

Riepilogo

I ricercatori hanno scoperto che obesità e invecchiamento agiscono sinergicamente nell'aumentare i livelli di *Akkermansia muciniphila* — un batterio generalmente considerato benefico nell'intestino — direttamente nel tessuto mammario. Nelle donne in postmenopausa con obesità, i campioni di tessuto mammario hanno mostrato un'abbondanza di *Akkermansia* significativamente maggiore rispetto a tutti gli altri gruppi. Questa elevata presenza batterica nel tessuto mammario è stata associata a un aumento dello stress ossidativo e, in modelli murini, ha accelerato la crescita tumorale, moltiplicato i tumori e favorito le metastasi polmonari. Aspetto cruciale: il trattamento dei topi con l'antiossidante N-acetilcisteina (NAC) ha ridotto sia lo sviluppo tumorale sia il danno ossidativo causato dal batterio. I risultati suggeriscono che il microbioma tissutale — e non solo il microbiota intestinale — possa rappresentare un fattore determinante nel rischio di cancro al seno correlato all'obesità.

Riepilogo Dettagliato

Il rischio di cancro al seno è noto per aumentare con l'obesità dopo la menopausa, ma i meccanismi biologici che collegano il peso in eccesso allo sviluppo tumorale restano ancora parzialmente compresi. Questo studio introduce un nuovo e provocatorio percorso: il microbioma residente nei tessuti del seno stesso.

I ricercatori della Wake Forest University hanno analizzato campioni di tessuto mammario non canceroso prelevati da pazienti con cancro al seno e da donne sottoposte a mammoplastica riduttiva. Hanno riscontrato che le donne in postmenopausa con obesità presentavano un microbioma mammario nettamente diverso — misurato sia tramite parametri di diversità delle specie sia tramite l'abbondanza di specifici batteri — rispetto alle donne in normopeso e alle donne in premenopausa con obesità. La specie chiave risultata elevata nel tessuto mammario delle donne obese in postmenopausa era Akkermansia muciniphila, un batterio ampiamente noto per i suoi benefici sulla salute intestinale.

Per verificare la causalità, il team ha utilizzato topi femmina MMTV-PyMT (un modello murino standard per il cancro al seno) alimentati con una dieta Western ad alto contenuto di grassi. Livelli elevati di Akkermansia nella ghiandola mammaria acceleravano la formazione dei tumori, aumentavano il numero di tumori e innalzavano i marcatori di stress ossidativo. Quando ai topi veniva somministrata N-acetylcysteine — un antiossidante ben consolidato — sia la crescita tumorale sia l'alterazione redox risultavano significativamente ridotte, implicando direttamente lo stress ossidativo come collegamento meccanicistico.

In un modello tumorale ortotopico separato, i topi alimentati con dieta Western con livelli elevati di Akkermansia mammario mostravano una crescita accelerata di tumori positivi al recettore degli estrogeni (ER+) e un aumento delle metastasi polmonari, sollevando preoccupazioni riguardo alla diffusione sistemica del cancro.

Le implicazioni sono significative. Akkermansia è comunemente venduta come integratore probiotico per la salute metabolica. Questi risultati suggeriscono che i suoi effetti possano differire in modo sostanziale a seconda della sede di colonizzazione nell'organismo. L'obesità e l'invecchiamento sembrano creare condizioni nel tessuto mammario che favoriscono la colonizzazione da parte di Akkermansia in modo tale da promuovere il cancro. Gli interventi antiossidanti meritano di essere indagati come potenziali strategie di mitigazione.

Risultati Principali

  • Postmenopausal obese women had significantly higher Akkermansia muciniphila in breast tissue than all other groups.
  • BMI positively correlated with breast Akkermansia abundance in a second cohort of reduction mammoplasty patients.
  • Elevated breast Akkermansia accelerated tumor growth, multiplicity, and lung metastases in mouse models.
  • Oxidative stress mediated the pro-tumor effects; antioxidant NAC reversed both tumor growth and redox damage.
  • ER+ tumor promotion suggests a specific mechanistic link to postmenopausal, hormone-sensitive breast cancer.

Metodologia

Lo studio ha utilizzato tessuto mammario umano proveniente da due coorti — pazienti con cancro al seno e pazienti sottoposte a mammoplastica riduttiva — oltre a due modelli murini: topi transgenici MMTV-PyMT sottoposti a una dieta occidentale ricca di grassi e un modello di progressione tumorale ortotopica. La diversità del microbioma è stata valutata mediante metriche di alfa- e beta-diversità, con identificazione a livello di specie di Akkermansia muciniphila. I marcatori di stress ossidativo e gli esiti tumorali sono stati valutati con e senza intervento con N-acetylcysteine.

Limitazioni dello Studio

Questo riassunto si basa solo sull'abstract, poiché il testo completo dell'articolo non è in libero accesso. I risultati ottenuti su modelli murini potrebbero non essere pienamente applicabili alla biologia umana. I dati sui tessuti umani sono di natura associativa e non possono confermare un nesso causale senza ulteriori studi meccanicistici su popolazioni cliniche.

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