Longevity & AgingComunicato stampa

Il Trattamento Laser Inverte l'Invecchiamento della Pelle a Livello del DNA in un Nuovo Studio sull'Uomo

Un laser frazionato non ablativo ha spostato i pattern di metilazione del DNA lontano dall'invecchiamento nell'84% dei siti responsivi, con effetti della durata di 6 mesi.

martedì 7 luglio 2026 1 visualizzazione
Pubblicato in Longevity.Technology
Article visualization: Laser Treatment Reverses Skin Aging at the DNA Level in New Human Study

Riepilogo

Uno nuovo studio sull'uomo pubblicato su Scientific Reports ha rilevato che un trattamento laser frazionato non ablativo ha invertito i marcatori molecolari dell'invecchiamento cutaneo. I ricercatori hanno utilizzato l'analisi della metilazione del DNA su 3,8 milioni di siti genomici e hanno scoperto che l'84% dei siti legati all'età che hanno risposto al trattamento si è spostato nella direzione opposta al normale invecchiamento. Gli effetti sono emersi circa un mese dopo tre sessioni laser e sono rimasti stabili sei mesi dopo. I miglioramenti visibili hanno incluso una riduzione del 38% delle macchie brune. Lo studio ha inoltre riscontrato cambiamenti nei geni collegati alla biologia del cancro della pelle, suggerendo che il trattamento possa fare più che migliorare l'aspetto: potrebbe sostenere la salute della pelle a livello biologico.

Riepilogo Dettagliato

I trattamenti laser cosmetici sono stati a lungo giudicati in base a ciò che lo specchio mostra. Un nuovo studio suggerisce che la storia vada molto più in profondità, fino alla biologia di come la pelle invecchia a livello molecolare. Pubblicata su <em>Scientific Reports</em> di Nature, la ricerca offre la prima evidenza <em>in vivo</em> che un laser frazionato non ablativo possa rimodellare il profilo epigenetico della pelle — i marcatori chimici sul DNA che regolano l'attività genica senza alterare il codice genetico stesso.

Lo studio ha arruolato 22 adulti, ciascuno dei quali ha ricevuto tre trattamenti con il laser frazionato non ablativo Nordlys 1940 nm di Candela. Utilizzando un disegno a faccia divisa (<em>split-face</em>), una guancia veniva trattata e l'altra lasciata intatta, rendendo ogni partecipante il proprio controllo. I ricercatori hanno analizzato i pattern di metilazione del DNA in oltre 3,8 milioni di siti genomici e hanno riscontrato che l'84% dei siti responsivi legati all'età si è spostato in direzione opposta al normale invecchiamento cutaneo — un segnale di inversione significativo.

La tempistica di questi cambiamenti è stata degna di nota. Gli effetti non sono comparsi immediatamente dopo il trattamento, ma sono emersi circa un mese dopo, hanno continuato a rafforzarsi nei mesi successivi e sono rimasti stabili al follow-up a sei mesi. Ciò suggerisce che la pelle continui a rimodellarsi a lungo dopo la fine delle sessioni laser. I risultati visibili hanno confermato i dati molecolari: è stata registrata una riduzione mediana del 38% delle macchie brune, insieme a miglioramenti nella texture e nella pigmentazione.

I geni influenzati dal trattamento erano collegati alla produzione di collagene, all'integrità della barriera cutanea e al normale rinnovamento cellulare. I ricercatori hanno inoltre identificato cambiamenti nella metilazione del DNA in siti associati alla biologia del carcinoma basocellulare e del carcinoma a cellule squamose, in linea con dati clinici precedenti che suggeriscono come i trattamenti laser non ablativi possano ridurre il rischio di cheratinosi-carcinoma.

Le riserve sono importanti. Lo studio era di piccole dimensioni, finanziato dall'industria e non progettato per misurare gli esiti di prevenzione del cancro. Sono necessari studi indipendenti più ampi e a lungo termine prima che possano essere formulate raccomandazioni cliniche. Ciononostante, i risultati spostano in modo significativo il modo in cui la medicina estetica potrebbe essere compresa nel contesto dell'invecchiamento biologico e della scienza della longevità.

Risultati Principali

  • Non-ablative fractional laser reversed DNA methylation aging markers at 84% of responsive genomic sites in human skin.
  • Molecular anti-aging effects emerged one month post-treatment, strengthened over time, and held stable at 6 months.
  • Treated skin showed a median 38% reduction in brown spots alongside texture and pigmentation improvements.
  • Laser-influenced genes include those governing collagen production, skin barrier function, and skin cell renewal.
  • DNA methylation changes linked to skin cancer biology suggest a potential chemopreventive mechanism worth further study.

Metodologia

Si tratta di un comunicato che riassume uno studio sull'uomo sottoposto a revisione paritaria e pubblicato su Scientific Reports di Nature. Lo studio ha utilizzato un design split-face ben controllato con analisi epigenomica oggettiva su 3,8 milioni di siti genomici, sebbene fosse di piccole dimensioni (n=22) e finanziato dal produttore del dispositivo Candela, il che introduce potenziali considerazioni riguardo a conflitti di interesse.

Limitazioni dello Studio

Lo studio ha coinvolto solo 22 partecipanti ed è stato condotto da un dipendente senior di Candela, il produttore del dispositivo, sollevando preoccupazioni riguardo a potenziali conflitti di interesse. Il trial non è stato progettato per misurare la prevenzione del cancro, pertanto non sono giustificate affermazioni cliniche in tal senso. Prima di trarre conclusioni più ampie, sono necessarie repliche indipendenti con coorti più numerose e un follow-up più lungo.

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