Longevity & AgingComunicato stampa

I riflessi primitivi negli anziani segnalano un rischio di demenza quasi doppio

Semplici segni neurologici rilevabili al capezzale alla nascita possono ricomparire con l'invecchiamento e predire la demenza fino a 7 anni prima della diagnosi.

martedì 9 giugno 2026 5 visualizzazioni
Pubblicato in MedPage Today
Article visualization: Primitive Reflexes in Older Adults Signal Nearly Double the Dementia Risk

Riepilogo

Uno studio longitudinale condotto su 873 adulti anziani ha rilevato che la ricomparsa dei riflessi primitivi — risposte neurologiche normali nei neonati ma assenti negli adulti sani — predice in modo significativo il rischio di demenza. I ricercatori della West Virginia University hanno seguito i partecipanti per 7 anni e hanno scoperto che gli adulti cognitivamente normali che presentavano due o più cosiddetti segni di liberazione frontale, come il riflesso di prensione, del muso o di radicamento, avevano una probabilità del 78% più elevata di sviluppare demenza. Questi riflessi scompaiono con la maturazione del cervello e possono riemergere in presenza di degenerazione cerebrale. I risultati suggeriscono che un semplice esame neurologico a costo zero potrebbe fungere da strumento di screening precoce affiancando i costosi test sui biomarcatori, rappresentando così una potenziale aggiunta di grande valore ai controlli di routine per gli adulti anziani.

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Riepilogo Dettagliato

La demenza colpisce milioni di anziani e la diagnosi precoce rimane una delle sfide più grandi in questo campo. Un nuovo studio pubblicato su JAMA Network Open suggerisce che un semplice esame neurologico al letto del paziente potrebbe aiutare a identificare chi è a rischio elevato anni prima che compaiano i sintomi cognitivi. Lo strumento in questione consiste nel verificare il ritorno di riflessi primitivi che sono normali nei neonati, ma che dovrebbero scomparire con la maturazione del cervello.

I ricercatori della West Virginia University hanno seguito 873 anziani del University of Kentucky Alzheimer's Disease Research Center tra il 2005 e il 2024. I partecipanti erano cognitivamente normali oppure presentavano un lieve deterioramento cognitivo al basale. Coloro che risultavano positivi a due o più segni di liberazione frontale — una categoria di riflessi primitivi che include i riflessi di prensione, di suzione, di radicamento, palmo-mentale e di Myerson — sono stati classificati come ad alto rischio.

Il risultato principale è stato sorprendente: gli adulti cognitivamente integri con due o più segni di liberazione frontale presentavano un hazard ratio di 1,78 per la progressione verso la demenza nell'arco di sette anni rispetto a coloro che non presentavano tali segni. In termini concreti, il 25,4% di quelli con segni multipli ha sviluppato demenza rispetto al 14,5% di quelli con meno segni. Tra i partecipanti con lieve deterioramento cognitivo, quasi uno su quattro presentava già questi segni al basale.

Lo studio sottolinea che le competenze nell'esame clinico rimangono strumenti diagnostici potenti, anche con l'espandersi dei costosi test sui biomarcatori. La ricercatrice principale, la dott.ssa Lauren Bojarski, ha sottolineato che le competenze neurologiche al letto del paziente sono in declino nella formazione medica, il che potrebbe ridurre l'accuratezza diagnostica in futuro.

Si applicano importanti avvertenze. Si trattava di una coorte osservazionale, quindi i segni di liberazione frontale non possono essere considerati causali. Il campione era composto da persone anziane, con un elevato livello di istruzione e in prevalenza di sesso femminile, il che ne limita la generalizzabilità. Anche i singoli riflessi presentano di per sé bassa sensibilità e specificità. Ciononostante, per gli adulti attenti alla propria salute e per i loro medici, richiedere un esame neurologico approfondito che includa la valutazione dei segni di liberazione frontale potrebbe rappresentare un passo a basso costo e concretamente attuabile, da aggiungere ai controlli di routine legati all'invecchiamento.

Risultati Principali

  • Two or more frontal release signs linked to 78% higher dementia risk over 7 years in cognitively normal adults.
  • Simple bedside reflex tests — grasp, snout, rooting — could serve as low-cost early dementia screening tools.
  • 25.4% of cognitively intact adults with multiple primitive reflexes developed dementia vs 14.5% with fewer signs.
  • Nearly 24% of adults with mild cognitive impairment already showed two or more frontal release signs at baseline.
  • A prior meta-analysis found dementia patients up to 16 times more likely to show frontal release signs than healthy adults.

Metodologia

Si tratta di un articolo giornalistico che riassume uno studio di coorte longitudinale sottoposto a revisione tra pari, pubblicato su JAMA Network Open, un'autorevole rivista open-access. Lo studio ha seguito 873 adulti anziani per circa 7 anni con valutazioni neurologiche e neuropsicologiche standardizzate condotte annualmente, fornendo dati longitudinali solidi. La qualità delle prove è da moderata a elevata per uno studio osservazionale, sebbene non sia possibile inferire rapporti di causalità.

Limitazioni dello Studio

La coorte era prevalentemente femminile, anziana e con un elevato livello di istruzione, il che potrebbe limitare l'applicabilità a popolazioni più ampie. Il disegno osservazionale implica che questi segni siano marcatori predittivi, non fattori causali dimostrati, e i singoli riflessi presentano bassa sensibilità e specificità. L'articolo non riporta gli hazard ratio completi per il sottogruppo con deterioramento cognitivo lieve, pertanto è consigliabile consultare la fonte primaria.

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