I ricercatori della Columbia University hanno analizzato 176 campioni archiviati di liquido cerebrospinale (CSF) provenienti da anziani residenti nella comunità — inclusi molti affetti da malattia di Alzheimer e demenze correlate — per verificare se il CSF ospiti un microbioma residente. Utilizzando il sequenziamento 16S rRNA con controlli batterici spike-in per convalidare il metodo, hanno riscontrato quasi nessuna lettura batterica al di là di quanto atteso per contaminazione o errore di sequenziamento. Un controllo positivo proveniente da un paziente con meningite batterica ha correttamente rilevato la presenza di Streptococcus pneumoniae, confermando la validità del test. La conclusione è che il CSF è genuinamente sterile. Le segnalazioni precedenti di batteri orali come Porphyromonas gingivalis nel CSF riflettono con ogni probabilità una contaminazione, piuttosto che un vero microbioma, mettendo in discussione la popolare ipotesi che collega direttamente i batteri orali alla patologia dell'Alzheimer attraverso il CSF.