Longevity & AgingI cani e gli esseri umani condividono le stesse firme metaboliche del sangue associate al rischio di morte
I ricercatori del Dog Aging Project hanno analizzato i metabolomi plasmatici di 937 cani da compagnia e hanno identificato 23 metaboliti in grado di predire significativamente la mortalità per tutte le cause. In modo sorprendente, la direzione e l'entità di questi metaboliti associati alla mortalità hanno mostrato una forte correlazione con i risultati di nove studi di coorte umani indipendenti, con un r di Pearson compreso tra 0,46 e 0,74. Un aspetto cruciale è che i cani hanno permesso di identificare questi biomarcatori in soli 2,6 anni di follow-up, rispetto a un massimo di 22,5 anni negli studi sull'uomo. Metaboliti come pseudouridina, omocitrullina e N2,N2-dimetilguanosina risultavano elevati negli individui deceduti, mentre deossicarnitina e omoarginina erano ridotti — pattern collegati alla funzione renale in entrambe le specie. I risultati stabiliscono che i cani da compagnia rappresentano un modello rapido e traslativamente potente per la ricerca sull'invecchiamento umano.