La fibrosi epatica — l'accumulo di tessuto cicatriziale che compromette la funzione dell'organo — è stata a lungo considerata un processo irreversibile. Ora, la biotech londinese Engitix e il colosso farmaceutico GSK stanno collaborando per individuare meccanismi biologici in grado di invertire effettivamente questa cicatrizzazione. Engitix utilizzerà la sua piattaforma per la matrice extracellulare (ECM), che studia l'ambiente strutturale che circonda le cellule, per sviluppare modelli di malattia basati su tessuto umano. Questi modelli mirano a identificare bersagli farmacologici associati alla regressione della fibrosi — ovvero al processo di guarigione. GSK avrà l'opzione di acquisire la licenza su tali bersagli e di guidare lo sviluppo dei farmaci. L'accordo vale fino a 219 milioni di dollari in pagamenti totali. Questa collaborazione riflette un cambiamento più ampio nella scoperta di nuovi farmaci verso l'utilizzo di modelli basati su tessuto umano, che potrebbero prevedere meglio l'efficacia nei pazienti reali rispetto ai metodi tradizionali di laboratorio.