Una nuova analisi presentata al meeting dell'American Society of Clinical Oncology ha rilevato che i pazienti con cancro colorettale, epatico, mammario o polmonare in stadio I–III che assumevano farmaci agonisti del recettore GLP-1 — come semaglutide o tirzepatide — avevano un rischio inferiore dal 31% al 50% di progredire verso la malattia metastatica in stadio IV nell'arco di cinque anni. I ricercatori hanno confrontato gli utilizzatori di GLP-1 con pazienti in trattamento con un'altra classe di farmaci per il diabete denominata inibitori della DPP-4. Gli esperti affermano che i risultati sono interessanti, ma non ancora sufficienti per raccomandare i GLP-1 come terapia antitumorale. Sono necessari studi clinici randomizzati e controllati per confermare se i farmaci siano direttamente responsabili di questo effetto o se gli utilizzatori di GLP-1 siano semplicemente in migliore salute complessiva. Ciononostante, le proprietà antinfiammatorie e immunomodulatorie di questi farmaci rendono plausibile l'ipotesi biologica.