Una nuova revisione sistematica e meta-analisi che ha aggregato i dati di 23 studi osservazionali ha rilevato che le misure standard di diversità microbica intestinale — come gli indici Shannon, Chao1 e ACE — non differiscono in modo significativo tra le persone affette da malattia di Alzheimer o deterioramento cognitivo lieve e gli anziani cognitivamente sani. Sebbene la connessione intestino-cervello nell'Alzheimer rimanga biologicamente plausibile, questa analisi condotta su quasi 2.250 partecipanti suggerisce che i semplici punteggi di diversità non costituiscono biomarcatori affidabili per rilevare o stadiare il declino cognitivo. Tuttavia, analisi più approfondite della struttura delle comunità microbiche e di specifici taxa batterici hanno evidenziato alterazioni più consistenti nei pazienti con Alzheimer, orientando i ricercatori verso una profilazione del microbiota più sofisticata e orientata alla funzione come prossimo passo in questo campo.