Un nuovo studio randomizzato ha valutato se combinare tre farmaci per lo scompenso cardiaco in un'unica compressa giornaliera potesse superare l'attuale standard di prescrivere farmaci separati. In 212 adulti con scompenso cardiaco e frazione di eiezione ridotta, la polipillola — contenente metoprolol, spironolactone ed empagliflozin — ha prodotto un miglioramento significativamente maggiore della funzione di pompa cardiaca dopo sei mesi rispetto alla terapia abituale ottimizzata. I pazienti in trattamento con la polipillola hanno registrato il 60% in meno di ricoveri ospedalieri o accessi al pronto soccorso e hanno mostrato una probabilità molto più elevata di assumere regolarmente i farmaci. Lo studio ha arruolato una popolazione prevalentemente afroamericana e socialmente svantaggiata, rendendo i risultati particolarmente rilevanti per i gruppi storicamente sottotrattati per lo scompenso cardiaco. I risultati suggeriscono che semplificare schemi terapeutici complessi in un'unica compressa potrebbe migliorare concretamente gli esiti nei casi in cui l'aderenza alla terapia rappresenta la barriera critica.