Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su Geroscience ha analizzato 38 studi per quantificare in che misura lo scompenso cardiaco (HF) compromette il picco di consumo di ossigeno (VO₂peak) negli adulti più anziani. I ricercatori hanno riscontrato che i pazienti anziani con HF presentavano un VO₂peak mediamente inferiore di quasi 9 mL/kg/min rispetto ai controlli della stessa età — una differenza clinicamente significativa che riflette deficit sia della gittata cardiaca sia della frequenza cardiaca. È importante sottolineare che il declino non si stabilizzava: il VO₂peak diminuiva progressivamente dal gruppo dei giovani-anziani (60–69 anni) a quello dei medi-anziani (70–79 anni), fino al gruppo degli anziani-anziani (80+). Questi risultati evidenziano il peso cumulativo dell'invecchiamento e dello scompenso cardiaco sulla capacità cardiorespiratoria, con implicazioni dirette per la prescrizione dell'esercizio fisico, la prognosi e la riabilitazione in una popolazione che invecchia.