La diagnosi del declino cognitivo è più complessa di un singolo test. Questa revisione di neurologi di primo piano sostiene che una valutazione significativa debba combinare le prestazioni cognitive oggettive con le conseguenze funzionali nella vita quotidiana. Gli autori propugnano un approccio diagnostico a livelli: strumenti di screening rapidi per la medicina di base, seguiti da un riferimento mirato per una valutazione neuropsicologica completa quando necessario. Evidenziano il deterioramento cognitivo lieve come una finestra critica per l'intervento precoce, collocandosi tra il normale invecchiamento e la demenza. La revisione segnala inoltre un problema rilevante nella ricerca: la mancanza di uniformità nelle misure di esito tra i diversi studi rende quasi impossibile confrontare i trattamenti. Gli autori chiedono l'adozione di endpoint standardizzati e rilevanti per il paziente, in grado di catturare sia le prestazioni cognitive sia il funzionamento quotidiano, riconoscendo al contempo le difficoltà legate alla validità culturale e alla fattibilità in popolazioni eterogenee.