Uno nuovo studio basato sui dati dell'Alzheimer's Disease Neuroimaging Initiative ha rilevato che la supplementazione con omega-3 non protegge dal declino cognitivo e potrebbe essere associata a risultati preoccupanti nelle neuroimmagini. Il Dr. Brad Stanfield esplora le implicazioni di questa scoperta, analizzando il noto problema dell'ossidazione degli integratori di omega-3 — l'olio di pesce si degrada rapidamente e molti prodotti acquistati in farmacia sono già irranciditi. Mette quindi a confronto questi risultati con il trial VITACOG, che ha dimostrato come gli omega-3 combinati con le vitamine del gruppo B riducano effettivamente l'atrofia cerebrale. Stanfield fa riferimento anche al trial VITAL sugli esiti cardiovascolari. La conclusione è articolata: gli omega-3 potrebbero comunque essere benefici, ma la qualità degli integratori è determinante, e un prodotto di scarsa qualità potrebbe rivelarsi attivamente dannoso anziché protettivo.