Longevity & AgingLa fusione cellulare mirata aumenta di sei volte la produzione di anticorpi monoclonali
Ricercatori francesi del CEA/INRAE hanno notevolmente migliorato la tecnologia degli ibridomi, sviluppata 50 anni fa, effettuando una preselezione delle cellule secernenti anticorpi (ASC) prima della fusione cellulare. Utilizzando un pannello di citometria a flusso a cinque marcatori (CD3, TACI, CD138, MHC-II, B220), hanno identificato una sottopopolazione distinta di plasmablasti che secerne elevati livelli di anticorpi antigene-specifici. La fusione di queste cellule TACI-alto/CD138-alto mediante elettrofusione ha prodotto ibridomi vitali nel 100% dei pozzetti di coltura, rispetto ad appena il 40% con cellule non selezionate. Oltre il 60% degli ibridomi risultanti ha prodotto anticorpi monoclonali antigene-specifici, tra cui IgG ad alta affinità con valori inferiori a 10⁻⁹ M. Questo approccio mirato migliora drasticamente l'efficienza senza richiedere strumentazioni particolari, ampliando potenzialmente l'accesso ad anticorpi monoclonali di alta qualità per la diagnostica, la terapia e la ricerca.