Uno studio trasversale condotto su 308 adulti anziani cognitivamente integri, arricchito per il rischio di Alzheimer, ha rilevato che livelli sierici più elevati di klotho hanno moderato significativamente la relazione negativa tra atrofia cerebrale (rapporto volume ventricoli/cervello) e prestazioni cognitive. In particolare, gli individui con maggiore atrofia cerebrale ma livelli più alti di klotho hanno comunque ottenuto buoni risultati nei test di cognizione globale e di funzione esecutiva. Questo effetto protettivo è stato osservato solo negli adulti di età superiore a 61,6 anni — e non nei partecipanti più giovani — suggerendo che i benefici neuroprotettivi del klotho possano essere dipendenti dall'età. I risultati supportano il klotho come un promettente bersaglio per interventi volti a preservare la cognizione durante l'invecchiamento e a contrastare la progressione della malattia di Alzheimer.