Un nuovo studio clinico della durata di 18 mesi condotto dall'Università di Adelaide ha rilevato che il digiuno intermittente e la tradizionale restrizione calorica producono una perdita di peso simile — circa sette chilogrammi in sei mesi — ma i partecipanti che seguivano il piano di digiuno hanno riferito un impegno mentale nettamente inferiore. A differenza di chi contava le calorie, chi praticava il digiuno non sentiva la necessità di monitorare costantemente le porzioni o di resistere all'impulso di mangiare troppo. Entrambi i gruppi hanno inoltre riportato miglioramenti nell'umore e nel benessere generale. I ricercatori ipotizzano che il digiuno intermittente possa agire attraverso meccanismi psicologici diversi, rendendolo un'opzione più sostenibile per le persone che faticano a rispettare le diete convenzionali. I risultati sono stati pubblicati su Clinical Nutrition.