Dispositivo di Fototerapia Testato Contro il Brain Fog da Long COVID in un RCT da Remoto
Uno studio in doppio cieco verifica se la fotobiomodulazione a 810 nm possa invertire il deterioramento cognitivo nei pazienti con long COVID a domicilio.
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Uno studio in doppio cieco verifica se la fotobiomodulazione a 810 nm possa invertire il deterioramento cognitivo nei pazienti con long COVID a domicilio.
*Fusobacterium nucleatum* è passato da sospetto spettatore a confermato promotore del cancro — ecco cosa rivela la scienza.
Il panel di esperti della British Society of Gastroenterology fa il punto su 10 anni di progressi nel microbiota e sulle prospettive future del settore.
Una nuova ricerca collega un elevato tempo trascorso davanti agli schermi nel tempo libero a una misurabile accelerazione dell'età epigenetica, con BMI e infiammazione come principali mediatori.
Uno studio di Harvard scopre che la vitamina D libera materna — non quella totale — potrebbe essere il principale fattore determinante del rischio di asma nella prole, soprattutto quando le madri sono asmatiche.
Uno studio di laboratorio rileva che ACU193 si lega meno ai vasi sanguigni cerebrali rispetto a lecanemab, spiegando potenzialmente le differenze nel rischio di effetti collaterali ARIA.
Una narrative review rivela il profilo di rischio unico per la demenza in India — e perché i risultati ottenuti in Occidente potrebbero non applicarsi a 1,4 miliardi di persone.
Nei pazienti con CADASIL, l'età cerebrale derivata dalla risonanza magnetica risulta in anticipo di anni rispetto all'età anagrafica, correlando con la gravità della malattia e il declino cognitivo.
Un follow-up MRI di 10 anni su due RCT dimostra che è la riduzione del grasso viscerale — non il calo di peso — a determinare una protezione cardiometabolica duratura.
Nuove ricerche rivelano che i microbi intestinali riattivano gli androgeni escreti tramite enzimi, regolando direttamente i neuroni enterici che controllano la motilità intestinale.
Una nuova rassegna rivela come la biologia del cancro abbia trasformato radicalmente la nostra comprensione della plasticità mitocondriale e le sue implicazioni al di là dell'oncologia.
Nuove evidenze rivelano che i mitocondri formano sottopopolazioni funzionalmente distinte all'interno dei tessuti e persino delle singole cellule, ridefinendo la nostra comprensione del metabolismo energetico.