Il cervelletto codifica le conoscenze pregresse per prevedere eventi futuri
Una nuova ricerca rivela come i circuiti cerebellari apprendano e memorizzino schemi statistici derivati dall'esperienza per produrre risposte motorie predittive.
1240 articoli in questo argomento
Una nuova ricerca rivela come i circuiti cerebellari apprendano e memorizzino schemi statistici derivati dall'esperienza per produrre risposte motorie predittive.
Uno studio dell'UC San Diego dimostra che una settimana di meditazione intensiva produce cambiamenti cerebrali misurabili e una neuroplasticità potenziata paragonabile agli effetti degli psichedelici.
I ricercatori hanno catturato riprese dal vivo dell'aggregazione proteica nell'Alzheimer e hanno scoperto come invertirne potenzialmente i danni.
I ricercatori hanno identificato il gene che trasporta la queuosina, un micronutriente fondamentale per la salute cerebrale e la difesa contro il cancro, risolvendo un mistero che durava da decenni.
Una nuova tecnica mappa migliaia di connessioni neurali simultaneamente, con il potenziale di rivoluzionare la comprensione dell'invecchiamento cerebrale e delle malattie neurologiche.
L'agonista dopaminergico pramipexole ha ridotto significativamente i sintomi depressivi quando aggiunto agli antidepressivi standard nei casi resistenti al trattamento.
Analisi completa delle teorie in competizione sulle cause dell'Alzheimer e su come i diversi approcci terapeutici agiscono su ciascun pathway.
Gli scienziati sviluppano un farmaco selettivo per via di segnalazione che attiva i recettori cerebrali benefici evitando i circuiti di feedback negativo.
Una nuova review esamina le immunoterapie innovative mirate all'amiloide che rappresentano i primi trattamenti modificanti la malattia per l'Alzheimer.
Il Dr. Dacher Keltner svela le neuroscienze dell'awe e gli strumenti pratici per coltivare questa potente emozione a beneficio della salute e delle relazioni.
Gli scienziati hanno sviluppato mitoDREADD-Gs, un nuovo strumento che ripristina la funzione cognitiva potenziando l'attività mitocondriale in modelli murini di demenza.
Una nuova rassegna rivela terapie promettenti mirate alla proteina tau, con benefici cognitivi e rallentamento della patologia cerebrale nei trial sull'Alzheimer.