I batteri orali e intestinali modellano direttamente la struttura cerebrale in un ampio studio genetico
Un'analisi genetica su larga scala rivela specifici microbi collegati alle regioni cerebrali che controllano l'umore e la cognizione.
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Un'analisi genetica su larga scala rivela specifici microbi collegati alle regioni cerebrali che controllano l'umore e la cognizione.
Il metabolita intestinale urolithin A ha ridotto drasticamente l'ansia nei modelli murini, correggendo la disfunzione mitocondriale nei circuiti cerebrali della ricompensa.
Il metabolita del melograno urolotina A ha ridotto il danno cerebrale e migliorato il recupero in un modello murino di ictus, bloccando l'infiammazione e la morte cellulare.
Una nuova ricerca rivela firme proteiche distinte nei campioni di pelle che potrebbero aiutare i medici a diagnosticare con precisione diverse malattie neurodegenerative.
Una nuova ricerca dimostra che il tremore essenziale causa danni cerebrali diffusi che vanno oltre le aree del movimento, spiegando potenzialmente i sintomi cognitivi.
L'analisi di 177 casi con mutazione E200K identifica nuovi pattern di malattia che potrebbero migliorare la diagnosi e la comprensione della patologia.
Uno studio identifica specifiche varianti genetiche che aumentano il rischio di glioma, aprendo potenzialmente la strada a strategie mirate di prevenzione e trattamento.
Una nuova ricerca rivela che minuscoli aggregati di tau danneggiano le sinapsi cerebrali prima che si formino placche visibili, offrendo bersagli per un intervento precoce.
Uno studio autoptico su 162 pazienti dimostra che l'angiopatia amiloide cerebrale colpisce tutte le regioni cerebrali in egual misura, non solo le sedi di sanguinamento.
Una nuova ricerca rivela come le proteine mal ripiegate causino la morte fatale delle cellule cerebrali nell'atrofia multisistemica, aprendo a potenziali bersagli terapeutici.
Una nuova mappatura cerebrale spaziale identifica gli strati corticali specifici più a rischio e rivela come la genetica influenzi la progressione della demenza.
Gli scienziati scoprono che la proteina FAP distingue in modo affidabile i tumori nervosi maligni dai tumori benigni, consentendo una diagnosi più precoce.